Vittime del progresso: addio Splinder!

1 febbraio 2012 § 1 Commento

Dal Corriere:

Addio, splendido Splinder

Quando i grandi iniziano a giocare… beh, purtroppo spesso accade che i più piccoli sono costretti a lasciare il campo. E così dopo (poco) più di dieci anni di onoratissima carriera chiude oggi un pezzo del Web italiano, la piattaforma per blog Splinder, sviluppata nel 2001 dalla Tipic Inc, acquisita poi nel 2006 dal gruppo Dada. Dopo l’annuncio del 21 novembre che ha lasciato sbigottita la Rete italiana, arriva oggi l’ultimo giorno. Decine di migliaia di blog, parole digitali scritte negli anni, non avranno più un server. Chi aveva ancora un account attivo su Splinder, che già da giugno non accettava più nuove iscrizioni, ha per lo più già provveduto a migrare la propria creatura in altri lidi. WordPress principalmente, oppure Blogspot, Blogger, anche Tumblr o altri. I grandi, appunto.

 
Per dare un’idea delle dimensioni della biblioteca digitale che scompare si torna indietro nel 2008, quando gli amministratori snocciolavano i ricchi dati di Splinder: oltre 400 mila blog ospitati per un totale di 600 mila iscritti (dati non ufficiali dell’anno scorso parlavano quindi di 500 mila blog e 745.000 utenti). Una bella fettona appunto degli italiani che pubblicavano in Rete pensieri e notizie. Varie sono state le offerte, forse anche per affetto al marchio, per rilevare il servizio, ma Dada non ha voluto saperne. E adesso inizia il conto alla rovescia per l’addio definitivo. Chi ancora deve provvedere a migrare i propri contenuti deve sbrigarsi: sulla home page campeggia ancora l’avviso in rosso (vedi sopra). Google, sempre attento agli umori e amori della Rete, ha messo a punto un tool per fare l’import su Blogger del proprio diario online ospitato su Splinder. Ma i sistemi – e le guide online – per farlo su altre piattaforme si sono moltiplicate nelle ultime settimane. Perché, come detto, quello che scompare oggi è pezzo di Rete storico e che ha generato grandi numeri. E i grandi numeri fanno gola a tutti.

Italiani i luoghi più fotografati della Terra!

24 gennaio 2012 § 4 commenti

Sull’infografica interattiva elaborata da Sightsmap
l’intensità del colore indica le zone più o meno attive

MILANO – Forse non serviva un’infografica per confermare quello che sappiamo già. Tuttavia, le informazioni e i dati raccolti da Sightsmap evidenziano in maniera splendida quali sono i luoghi più fotografati del pianeta. Ebbene, in questa particolare classifica il Belpaese si piazza nelle primissime posizioni. ZONE CALDE – Utilizzando i dati geografici delle foto caricate dagli utenti attraverso il sistema “Panoramio” di Google, applicazione che unisce la tecnologia di Maps alla passione per la fotografia, sul web è nata un’infografica interattiva dei luoghi più fotografati di tutto il mondo. Similarmente alle immagini del meteo, le zone colorate diversamente indicano quelle più o meno attive. Tra le «regioni calde» c’è l’Italia, la Francia, la Spagna. Ovviamente non si tratta di una statistica scientifica, forse il sito di condivisone di fotografie di Mountain View è semplicemente più popolare in certe zone e in altre meno. Il progetto con i «top spots» del pianeta – messo online in questi giorni da Tanel Tammet, professore estone alla Tallinn University of Technology – è in ogni caso degno di nota. [link]

Tron: Evolution Concept Art by Daryl Mandryk

18 ottobre 2011 § Lascia un commento

http://conceptartworld.com/?p=9669

Unused Ford Logo

17 ottobre 2011 § Lascia un commento

 

Designed by Paul Rand

I colori delle multinazionali!

13 ottobre 2011 § Lascia un commento

Paper Cuts – Rolls!

20 luglio 2011 § Lascia un commento

L’arte di Anastassia Elias. [link]

Repost: il logo antinucleare

14 luglio 2011 § Lascia un commento

Da ilpost.it:

Il simbolo del “sole che ride” rosso su sfondo giallo, con lo slogan “Energia nucleare? No grazie”, è uno dei più celebri e diffusi simboli del movimento contrario all’energia atomica, usato in tutto il mondo anche in altri progetti legati alla causa ambientalista (con una colorazione diversa è anche il simbolo dei Verdi italiani). Il settimanale tedesco Der Spiegel ha intervistato la sua creatrice, Anne Lund, che lo creò più di trent’anni fa.

Nel 1975, Anne Lund era un’attivista danese di 21 anni del movimento contrario all’uso dell’energia nucleare. Ricorda che, al tempo, i contrari al nucleare erano molto pochi ed erano considerati dal resto dell’opinione pubblica “dei pazzi”. Il primo maggio era in programma una manifestazione ambientalista ad Århus, in Danimarca, ma il piccolo gruppo non aveva un simbolo. Non c’era neanche un artista o un designer tra i suoi membri, e così se ne prese carico Lund, che si sedette al tavolo della cucina di casa sua con qualche vecchio pastello a cera e un blocco di carta.

Il sole rosso sorridente, al centro del logo, fu scelto perché era un simbolo che non aveva a che fare con nessun partito politico, e perché il gruppo non voleva un simbolo che mettesse paura ma qualcosa di “positivo, allegro e soprattutto cortese”. La scritta intorno al sole era inizialmente in danese: “Atomkraft? Nej tak”, che poi venne tradotta in circa cinquanta lingue: in italiano è “Energia nucleare? No, grazie”.

Dalla prima manifestazione ad Århus a oggi, il simbolo ha avuto un grandissimo successo. Pochi mesi dopo la prima apparizione, nel 1977, il marchio venne registrato e oggi lo è nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Secondo Lund, che oggi fa l’insegnante, sono stati prodotti circa 20 milioni di oggetti con impresso il sole che ride. Anne Lund non ha mai guadagnato nulla dalla sua creazione: ha ceduto subito tutti i diritti al gruppo danese contrario all’energia nucleare, la Organisationen til Oplysning om Atomkraft (Organizzazione per l’informazione sull’energia nucleare, OOA).

foto: JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images

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