Murdoch colpito da una torta!

19 luglio 2011 § Lascia un commento

I maggiori produttori di cacao!

19 luglio 2011 § Lascia un commento

I segreti della Casta svelati da Spidertruman!

17 luglio 2011 § 2 commenti

Trovate Spidertruman qui:

http://isegretidellacasta.blogspot.com/

http://www.facebook.com/pages/I-segreti-della-casta-di-Montecitorio/232643153433351

L’indice del benessere delle Nazioni

16 luglio 2011 § Lascia un commento

fonte: OCSE 2011

No comment: We are sorry!

16 luglio 2011 § Lascia un commento

Repost: il logo antinucleare

14 luglio 2011 § Lascia un commento

Da ilpost.it:

Il simbolo del “sole che ride” rosso su sfondo giallo, con lo slogan “Energia nucleare? No grazie”, è uno dei più celebri e diffusi simboli del movimento contrario all’energia atomica, usato in tutto il mondo anche in altri progetti legati alla causa ambientalista (con una colorazione diversa è anche il simbolo dei Verdi italiani). Il settimanale tedesco Der Spiegel ha intervistato la sua creatrice, Anne Lund, che lo creò più di trent’anni fa.

Nel 1975, Anne Lund era un’attivista danese di 21 anni del movimento contrario all’uso dell’energia nucleare. Ricorda che, al tempo, i contrari al nucleare erano molto pochi ed erano considerati dal resto dell’opinione pubblica “dei pazzi”. Il primo maggio era in programma una manifestazione ambientalista ad Århus, in Danimarca, ma il piccolo gruppo non aveva un simbolo. Non c’era neanche un artista o un designer tra i suoi membri, e così se ne prese carico Lund, che si sedette al tavolo della cucina di casa sua con qualche vecchio pastello a cera e un blocco di carta.

Il sole rosso sorridente, al centro del logo, fu scelto perché era un simbolo che non aveva a che fare con nessun partito politico, e perché il gruppo non voleva un simbolo che mettesse paura ma qualcosa di “positivo, allegro e soprattutto cortese”. La scritta intorno al sole era inizialmente in danese: “Atomkraft? Nej tak”, che poi venne tradotta in circa cinquanta lingue: in italiano è “Energia nucleare? No, grazie”.

Dalla prima manifestazione ad Århus a oggi, il simbolo ha avuto un grandissimo successo. Pochi mesi dopo la prima apparizione, nel 1977, il marchio venne registrato e oggi lo è nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Secondo Lund, che oggi fa l’insegnante, sono stati prodotti circa 20 milioni di oggetti con impresso il sole che ride. Anne Lund non ha mai guadagnato nulla dalla sua creazione: ha ceduto subito tutti i diritti al gruppo danese contrario all’energia nucleare, la Organisationen til Oplysning om Atomkraft (Organizzazione per l’informazione sull’energia nucleare, OOA).

foto: JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images

Il Leonardo ritrovato!

14 luglio 2011 § Lascia un commento

Dal Corriere di oggi:

Questo dipinto di Leonardo che era ritenuto perduto è stato autenticato da alcuni tra i maggiori studiosi del maestro di Vinci e sarà esposto alla National Gallery di Londra nella mostra che si inaugurerà il 9 novembre.  L’opera è il “Salvator Mundi” e raffigura Cristo con la mano destra benedicente e la sinistra che tiene un globo. E’ un dipinto ad olio su tavola di legno che misura 66 centimetri di altezza per 46 di larghezza . Leonardo l’avrebbe dipinto a Milano, poco prima di lasciare la città nel 1499, lasciandone anche alcuni studi, i più noti dei quali sono conservati al castello di Windsor.

L’opera appartiene a dei collezionisti americani che, molti mesi fa, l’hanno consegnata alla National Gallery per un restauro prima della mostra. gli studiosi che l’avevano presa in carico mentre restauravano anche la “Vergine delle rocce”, ritenevano che fosse di scuola leonardesca. Dopo la rimozione di uno strato di pittura

scolorita e della vernice che era stata applicata in un precedente  restauro, i tecnici hanno chiamato a valutarlo insigni studiosi. E questi l’hanno attribuita a Leonardo. L’opera – di cui pubblichiamo la prima immagine dopo il restauro, fornita da Robert Simon  – era nota finora grazie ad un’incisione di Wenceslaus Hollar eseguita intorno al 1650. Nei giorni scorsi il “Wall Street Joournal” ha ipotizzato una valutazione dell’opera di 200 milioni di dollari per il Leonardo ritrovato. Tra gli insigni studiosi che l’hanno valutata per l’attribuzione c’era anche Pietro Marani. “Ho visto l’opera l’anno scorso alla National  Gallery. Prima del restauro era conciata male, coperta da pitture antiche. La si credeva di bottega perché erano stati aggiunti barba e baffi che ne modificavano il viso rispetto alla incisione di Hollar, che era una immagine identica all’originale. Così si pensava a una replica. Ma dopo che è stata fatta restaurare è emersa la qualità della pittura, i colori meravigliosi, i rossi e gli azzurri del panneggio che ricordano proprio quelli dell’Ultima Cena”. Ci sarebbero anche conferme scientifiche (ovviamente ci sarà tempo per discutere e l’attribuzione verrà presentata dalal National Gallery all’apertura della mostra). “E’ stato fatto un confronto sui pigmenti con quello della Vergine delle rocce e sembrerebbe anche ciò confernae che si tratta di dipinto di Leonardo”. Inoltre, prosegue Marani, “le riflettografie e altre analisi scientifiche mostranno l’analogia con i disegno preparatori”.Molto complicato è ricostruire i passaggi di proprietà dell’opera. Del dipinto, infatti, pittori coevi e successivi ne realizzarono diverse esemplari simili , e questo rende complicate le identificazioni. Secondo alcune attestazioni, l’opera di Leonardo finì, inizialmente, in un convento di a Nantes. Ma quando Hollar la incise, l’opera risultava  registrato nelle collezioni di Carlo I e  Carlo II d’Inghilterra, ma poi si erano perse un po’ le tracce. Si pensava coincidesse con il “Salvator Mundi” comparso in  seguito nelle mani di Sir Francis Cook, un leggendario collezionista inglese del XIX secolo. Ma questo, che venne poi venduto al Baron de Lareinty e, successivamente, al Marchese de Ganay, dovrebbe essere il “Salvator Mundi” assai simile dipinto da Marco D’Oggiono o, secondo il catalogo Sotheby ‘s da Boltraffio.